La storia di S. Antonino raccontata da Nino Aversa

 La presenza del Santo in città

  

 Basilica di S. Antonino la statua in argento del Santo e la cripta

 

 Gli ovali della Basilica di S. Antonino che raccontano le storie del Santo

  

Il miracolo di S. Antonino  

La narrazione popolare ci tramanda che un giorno sulla spiaggia di Sorrento, mentre i pescatori erano al largo intenti al proprio lavoro, i bambini giocavano e si bagnavano in riva al mare.
Quando all'improvviso un pesce enorme, forse una balena, avvicinandosi ai bagnanti nei pressi delle tonnare, mangiò un bambino...l'intervento dei pescatori accorsi fu vano...una tragedia sembrava si fosse compiuta, ma le grida della mamma disperata, arrivarono a S. Antonino, all'epoca abate del monastero di S. Agrippino, che si recò sulla spiaggia e ordinò all'enorme pesce di rilasciare il bimbo, che fu rigettato incolume dallo stesso sulla spiaggia, e così, da allora la devozione dei sorrentini verso il Santo accrebbe sempre di più. 
 

Punta Campanella e S. Antonino

Sono due le storie che vorrebbero dare l'origine al nome alla di Punta Campanella, la prima storia narra che il nome deriva dalla campana che stava sulla Torre Minerva, che era una torre di guardia contro le intrusioni nemiche e, l'allarme, era dato appunto dalla campana.

La seconda storia è legata a S. Antonino, si dice che, in una incursione dei Saraceni, questi rubarono la campana e alcuni oggetti sacri  della Chiesa di S. Antonino, i pirati arrivarono a Punta Campanella ma non riuscivano a causa di una misteriosa forza a trasportare sulle navi della flotta la campana rubata della chiesa e, appena decisero di lasciare la campana, buttandola in mare, un vento miracoloso, li sospinse frettolosamente verso la flotta pirata.

Queste sono alcune delle storie legendarie che fanno comunque intuire un forte legame tra le genti sorrentine e il loro Santo protettore, S. Antonino.

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