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Chiesa di S. Maria delle Grazie a S'Agata sui due Golfi

La chiesa di Santa Maria delle Grazie a Sant' Agata sui due Golfi, nel comune di Massa Lubrense, presenta una pianta a croce latina, con una sola navata, transetto e volta a crociera, sormontata da una cupola.  Nella navata si aprono tre cappelle per lato; ugualmente alle estremità del transetto ritroviamo due cappelle gentilizie. L'impianto strutturale della chiesa si inscrive nel tardo manierismo degli inizi del XVII secolo, anche se l'aspetto attuale è caratterizzato da alcuni interventi di tipo barocco realizzati nel corso del Settecento. La prima menzione della chiesa è fatta in uno strumento notarile del 1475; un erudito seicentesco, Giulio Cesare Capaccio, attribuisce ad un membro della famiglia Festinese (la cui presenza è attestata a Massa Lubrense per la prima volta nel 1489) la fondazione della chiesa quale ex voto dedicato alla Vergine dopo che la figlioletta fu salvata dall'assalto di un lupo. Il fatto, al di la della veridicità storica, determinò, comunque, l'aggiunta del termine "Casafestina" al titolo della chiesa eretta in onore della Vergine Maria, nome che si conserverà anche nel corso del 1500. Sant'Agata sui due Golfi, il più importante dei casali di Massa Lubrense poteva, all'epoca, avere poco meno di 200 abitanti. Già nel 1347 si ha notizia di un abitato a Sant' Agata dove, tra l'altro, si erano recati a vivere alcuni sorrentini. Si dovrà attendere poi il 1566, sotto la dominazione vicereale spagnola, perché la chiesa di Santa Maria delle Grazie venga eretta parrocchia. E' il vescovo di Massa Lubrense, Giovanni Andrea Bellone, ad ottenere dal papa Pio V che alcune chiese del territorio diocesano siano elevate a parrocchie, poiché non si riuscivano più a soddisfare le esigenze degli abitanti nella sola chiesa cattedrale. L'evento, ovviamente, determinò negli abitanti del posto la necessità di adeguare le strutture della chiesa al nuovo mandato apostolico: per questo, a cavallo tra il XVI ed il XVII secolo, si mise mano alla costruzione dell'attuale edificio sacro. Esso verrà consacrato il 21dicembre del 1625 dal vescovo massese Maurizio Centino. Nel corso del 1629 monsignor Centino riconcesse a famiglie, che già le avevano in precedenza, alcune cappelle, mentre concesse ex-novo quella del Crocefisso alla famiglia de Pastena e quella di S. Michele (all'epoca dedicata a Santa Maria di Costantinopoli) agli Amodio. Alla fine del XVII secolo, la parrocchia attraversava un momento di difficoltà finanziaria; la Camera Reale nel 1797 e nel 1798 le accordo pertanto un sussidio economico, risollevandola dalle ristrettezze finanziarie: da quel momento essa diverrà di regio patronato. 

 

The church of Santa Maria delle Grazie in Sant'Agata sui due Golfi, in the municipality of Massa Lubrense, has a Latin cross plan, with a single nave, transept and cross vault, surmounted by a dome. In the nave there are three chapels on each side; equally at the ends of the transept we find two noble chapels. The structural structure of the church is inscribed in the late Mannerism of the early seventeenth century, although the current appearance is characterized by some Baroque interventions made during the eighteenth century. The first mention of the church is made in a notary instrument of 1475; a seventeenth-century scholar, Giulio Cesare Capaccio, attributes to a member of the Festinese family (whose presence is attested to Massa Lubrense for the first time in 1489) the foundation of the church as an ex voto dedicated to the Virgin after his daughter was saved from the assault of a wolf. The fact, beyond the historical veracity, however, determined the addition of the term "Casafestina" to the title of the church erected in honor of the Virgin Mary, a name that will also be preserved during the 1500s. Sant'Agata sui due Golfi, the most important of the farmhouses of Massa Lubrense could, at the time, have just under 200 inhabitants. As early as 1347 there is news of an inhabited area in Sant 'Agata where, among other things, some Sorrentines had gone to live. It will then have to wait for 1566, under Spanish viceroy domination, because the church of Santa Maria delle Grazie is erected parish. It is the bishop of Massa Lubrense, Giovanni Andrea Bellone, who obtained from the Pope Pius V that some churches of the diocesan territory were raised to parishes, since it was no longer possible to satisfy the needs of the inhabitants in the cathedral church alone. The event, of course, determined in the inhabitants of the place the need to adapt the structures of the church to the new apostolic mandate: for this, at the turn of the sixteenth and seventeenth centuries, it began to build the current sacred building. It will be consecrated on December 21st 1625 by the Massian bishop Maurizio Centino. During 1629, Monsignor Centino reconciled some chapels to families, who had previously had them, while he granted the Crucifix to the de Pastena family and that of S. Michele (at the time dedicated to Santa Maria di Costantinopoli) to the ex-novo family. Amodio. At the end of the seventeenth century, the parish went through a period of financial difficulty; the Royal Chamber in 1797 and in 1798 the agreement therefore an economic subsidy, relieving it from the financial constraints: from that moment it will become of royal patronage.

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